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Lo schema grafico

Lo schema grafico: una risorsa spesso sottovalutata (pubblicaz. in press)

di Massimo Bedetti

L'utilizzo dello schema grafico in terapia come ulteriore strumento sia di conoscenza che di raggiungimento di specifici obiettivi terapeutici. 


Riflettendo sul modo personale di applicare il modello teorico di riferimento, il Costruttivismo-Postrazionalista, mi sono accorto di quanto sia abituato ad utilizzare una risorsa particolare quale gli schemi grafici di fattura molto semplice. Ogni teoria psicologica ha delle tecniche specifiche, come esempi si possono citare: “la sedia vuota”, “il brainstorming”, “il problem solving”, etc. Queste e le molteplici altre sono, per lo più, molto strutturate e con una buona coerenza, sia interna ed esterna che di raggiungimento dell’obiettivo clinico specifico. Pensando, dunque, a come, personalmente, applico il modello nella quotidianità, mi sono accorto di realizzare, già dagli esordi di questo lavoro, alcuni schemi, molto rudimentali, talvolta simil-stilizzati che, tuttavia, sono di enorme aiuto nel facilitare la comunicazione tra me ed il paziente. Questi schemi grafici hanno, inoltre, l’enorme potere di cogliere l’immediatezza emotiva, soprattutto quando il paziente crea, insieme a me, la figura che serve a dare un senso all’emergenza affettiva di quel momento.

Mi sono, dunque, confrontato con alcuni colleghi e, all’interno di questi ragionamenti, ho notato come tale “modo di fare” non fosse elevato a rango di strumento vero e proprio, ovvero di una risorsa clinica capace di aiutare il paziente (ma, talvolta, anche del terapeuta) nella comprensione delle sue difficoltà. Lo schema grafico semplice, in più, al contrario di quello più complesso e con figure maggiormente numerose ed articolate, non permette lo stagliarsi, in primo piano di sovrastrutture visuo-cognitive, che ostacolerebbero il fluire emotivo tanto necessario e vitale.

Per questi motivi, ho creduto necessario strutturare un razionale di questi schemi che possa dare un significato di quello specifico tratto di terapia nel quale si produce la figura grafica permettendo, altresì, di offrire ad altri colleghi, un ulteriore strumento sia di conoscenza che di raggiungimento di specifici obiettivi terapeutici.

In tal senso, si sta procedendo alla pubblicazione di un libro (in press), a cura del dott. Massimo Bedetti, con la collaborazione di stimati colleghi.

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